A maggior comprensione del momento si dovrebbe
ricordare che molti abitanti dell’area terremotata avevano dimestichezza con le
tecniche edilizie; che le norme del costruire erano meno vincolanti delle
attuali. L’impegno dei singoli che indubbiamente accelerò i tempi della
ricostruzione potrebbe essere riassunto in forma iconica dalla betoniera che –
caso non proprio frequente, ma per certo significativo - veniva avviata nell’area
terremotata dopo le ore di fabbrica. La vicinanza tra villaggi temporanei e
definitivi, tra villaggi temporanei e imprese industriali sosteneva l’impegno
della ricostruzione di case e fabbriche, stringeva tra loro obiettivi di
sviluppo non separabili. L’abolizione del
rustico che di regola accompagnava l’abitazione, segnala infatti la fine della
agricoltura tradizionale come integrazione del lavoro all’estero o in patria.
Un racconto che si fondi su tracce topografiche
dell’evento deve trascurare le incertezze e gli affanni del periodo perché
privilegia l’aspetto ultimo della ripresa. Mentre lo sguardo può sottintendere l’intervento dei gruppi politici e di
opinione, non può rammentare le condizioni di arretratezza abitativa
che avevano caratterizzato la maggior parte dei Comuni sinistrati. Per molti le
nuove case cambiarono radicalmente il modo di vita, rappresentarono un traguardo di benessere
insperato. Il beneficio fu esteso persino a quanti erano emigrati e ormai risiedevano definitivamente
all’estero. Ad essi fu offerta la
possibilità di affermarsi come proprietari di seconda casa proprio nel luogo
dal quale erano partiti lasciando povere mura in abbandono. Le automobili con targa francese che – per
esempio - si concentravano a Forgaria nell’estate degli anni Ottanta restano in
proposito emblematiche.
Il generale sovradimensionamento della ricostruzione
dipende dalla complessità sociale delle forze in campo. La larghezza delle
risorse finanziarie risolse i conflitti che le diverse esigenze dei partiti
politici e dell’opinione pubblica avevano e avrebbero avanzato. Le tensioni che
i cittadini con minori risorse e i sostenitori dei valori culturali del borgo
avrebbero potuto generare furono anticipate concedendo a tutti i richiedenti riparazione
o riedificazione delle case colpite dal sisma.