Le prime informazioni per una descrizione del paesaggio e del territorio di Colloredo di Monte Albano oggi si cercano soprattutto su internet.
L’inserimento del nome del Comune in un qualsiasi motore di ricerca offre immediatamente qualche migliaio di collegamenti ad altrettante pagine web. Proprio la grande quantità di riferimenti ne penalizza la visibilità: troppe sono le informazioni che si ripetono senza citare le fonti, senza una possibilità di approfondimento e di analisi critica. Per la sua stessa struttura internet favorisce la dispersione delle notizie su decine di siti diversi e solo il navigatore attento e preparato è in grado di ricavare dati utili. Nei casi più fortunati un singolo oggetto di ricerca, come ad esempio il nome di un comune, è inquadrato da un contenitore di collegamenti normalmente denominato “portale”. Nel caso di un Comune lo scopo principale del portale è, normalmente, quello di offrire servizi al cittadino per via telematica come per esempio la compilazione di domande per certificati o ancora più semplicemente per segnalare gli orari degli uffici. Chi si affida alla rete anche in presenza di un portale è molte volte privo di un percorso strutturato che guidi alla scoperta degli aspetti naturali e culturali di un territorio.
Le notizie più attendibili inoltre sono spesso nascoste all’interno di contenitori che non ne valorizzano il significato e sono sommerse in un mare di informazioni spesso secondarie. Diventa quindi necessario pensare un portale adatto a favorire la conoscenza del territorio, un portale dove le condizioni naturali e civili di un comune sono presentate al momento attuale della ricerca.
Una volta ordinati i dati relativi al territorio comunale è possibile disegnare in forma virtuale un paesaggio che rispecchi le intenzioni dei cittadini e il loro legittimo orgoglio identitario.
Tra le definizioni di paesaggio è d’obbligo prendere in considerazione quella sottoscritta a Firenze il 20 ottobre del 2000 da 14 stati europei tra cui l’Italia per cui “Paesaggio” designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. Le nuove tecniche di georeferenziazione possono visualizzare le aree di maggior interesse culturale attraverso un nuovo tipo di cartografia che, grazie alla sua dinamicità, rispetti le “cose” dell’ambiente e le aspettazioni della gente. La percezione infatti è dialogo tra uomo e natura, tra territorio e società(1). Dentro la geore ferenziazione c’è un momento attivo, non la mera trasposizione cartografica di un punto, quindi “è la natura e la qualità dello spazio in cui il simbolo si inscrive a stabilirne i limiti e le modalità della significazione”(2).
Diversamente dalla visione statica proposta dalla carta tradizionale la cartografia digitale permette, grazie all’uso del personal computer, di visualizzare il territorio a seconda delle proprie necessità modificandone la scala, i colori e le informazioni. E’ possibile per esempio selezionare layers(3) diversi vale a dire informazioni relative alle curve di livello o all’apparato stradale a seconda delle necessità. Ciò significa costruire le carte e non più subirne la struttura, la maniera secondo la quale l’Istituto Geografico Militare attraverso le sue tavolette in scala 1:25.000 aveva pensato per noi il territorio.
Con pochi movimenti del mouse di fatto siamo in grado di mettere a fuoco
diverse porzioni del terreno evidenziando a nostro piacimento i manufatti
umani piuttosto che le asperità del terreno. Dalla sovrapposizione della
cartografia tradizionale con le immagini satellitari si ricavano poi i dati
che consentono l’uso dei GPS (Global Positioning System) quindi la possibilità di spostarsi anche virtualmente sul territorio. Il GPS infatti dipende da
una serie di satelliti a copertura globale (gestiti dal dipartimento della difesa statunitense), che consentono ad un utente posto sulla superficie terrestre
di conoscere la propria posizione secondo precise coordinate geografiche.
Questo apparato, che sta conoscendo una grande diffusione grazie ai navigatori installati sulle automobili, permette di segnare-riconoscere sulla carta
una serie di punti di interesse che possono essere elaborati-visitati in un
secondo momento nella creazione-fruizione di un itinerario storico o culturale. La nuova rappresentazione del territorio diviene così uno strumento
dinamico che accompagna sia il ricercatore che il semplice viaggiatore
proponendo di volta in volta più percorsi a seconda delle diverse necessità e richieste.
Le potenzialità di questi nuovi strumenti applicati allo studio del paesaggio sono pressoché illimitate. Le tecniche di manipolazione dei dati permettono di appresentare in modo virtuale la forma o i tematismi afferenti al paesaggio stesso, con precisione topografica e discreto livello di rappresentatività.
Per valorizzare questo nuovo tipo di carta digitale sono necessarie grandi quantità di informazioni, il più possibile attendibili, strutturate per ambiti di interesse. All’interno del territorio comunale il GPS può infatti condurci ad un’icona votiva oppure ad un punto di ristorazione. In entrambi i casi presi in esempio sarebbe utile ottenere altre informazioni che la rete Inter net avrebbe la possibilità di offrire. La struttura ipertestuale delle pagine web invita per sua stessa natura a nuovi collegamenti, dando la possibilità di passare da un’informazione all’altra integrando fatti e fenomeni diversi tra loro, ma legati dall’appartenenza allo stesso territorio. Molti dati che la rete offre senza un preciso ordinamento sono stati a volte pensati e organizzati in studi sul territorio affidati alla scrittura e ai libri. La possibilità di consultare on-line i testi che si occupano del luogo visualizzato sulla carta diventa un passo fondamentale verso la conoscenza del luogo stesso. Già oggi la rete offre la possibilità di interrogare enormi biblioteche sparse in tutto il mondo(4). Purtroppo solo in alcune di queste il navigatore, oltre alle nformazioni di base (collocazione e presenza del testo), può visualizzare-leggersi il libro desiderato comodamente dalla propria postazione. Negli altri casi dovrà recarsi in biblioteca, dove troverà i volumi necessari contando sull’obbligo morale di ogni Comune di conoscere sé stesso, di raccogliere le memorie che lo riguardano, di renderli accessibili ai propri cittadini. La digitalizzazione dei testi è infatti una pratica ancora poco in uso, spesso contrastata senza seri motivi dalle leggi di un mercato che mal si adegua alle nuove esigenze. Se quindi la carta digitale può guidare il viaggio virtuale che il visitatore compie sul territorio, internet può diventare il bagaglio di conoscenze cui accedere come si trattasse di una biblioteca personale. Da qui nasce l’esigenza di costruire un punto di partenza comune facilmente rintracciabile sulla rete e capace di indicare i modi dell’approfondimento.
La pubblicazione del testo Conti e contadini a Colloredo di Monte Albano è stata l’occasione per creare uno spazio web in cui raccogliere e ordinare quelle informazioni di carattere culturale che troppo spesso non si trovano anche sulla rete Internet. Pensando ad un piccolo portale culturale che trovi spazio nelle pagine già curate dal Comune di Colloredo si è tentato di coordinare le attività e le pubblicazioni che hanno come oggetto di studio questo territorio.
La homepage del sito presenta subito i principali contenuti del portale:
le pubblicazioni, gli eventi, le mappe, il forum e i collegamenti ad altre
pagine di interesse comune (link). Tra le pubblicazioni sono stati inseriti gli ultimi due lavori sul territorio
di Colloredo, il già citato Conti e contadini e il preprint della giornata di studio
Colloredo di Monte Albano. I paesaggi, ieri, oggi e domani tenutasi il 18
febbraio 2006. Gli scritti sono presenti in formato digitale e quindi completamente accessibili ai visitatori che possono inoltre visualizzare anche le fotografie contenute nei volumi cartacei. Grazie alle potenzialità della rete
internet (e dei browser come Microsoft Internet Explorer o Mozilla Firefox)
sarà possibile eseguire una ricerca all’interno dei testi di una singola paro
la o di uno degli autori citati nella bibliografia ragionata redatta da Javier Grossutti. Sarà inoltre possibile in un futuro prossimo dotare il sito di un piccolo motore di ricerca in modo da offrire direttamente al visitatore questa possibilità.
Al centro del portale è inserito la spazio per gli eventi culturali: vengono così messe in risalto le attività che il Comune sta preparando o che si sono appena concluse. All’interno di questa sezione si potranno trovare tutte le informazioni utili relative all’evento stesso e le modalità per prendervi parte. Subito sotto è stata inserita la sezione “mappe e percorsi” dove l’utente potrà provare ad utilizzare le nuove tecnologie per esplorare il territorio. In particolare viene proposto in queste pagine il collegamento al Portale Cartografico Nazionale dove l’utente potrà scegliere tra le varie forme di cartografia presenti: dalle classiche tavolette 1:25.000 alle ortofoto digitali a colori. Un’altra possibilità è quella di collegarsi ai grandi siti di informazione cartografica stradale che offrono gratuitamente mappe virtuali molto precise per rintracciare un indirizzo o per indicare un itinerario particolare(5).
In alto a destra è poi stato inserito il collegamento alla zona interattiva del portale: il forum. Si tratta dello strumento più classico di comunicazione sul web: il visitatore può scrivere dei messaggi che verranno pubblicati in uno spazio comune insieme ai messaggi degli altri utenti. Ad ogni messaggio potranno seguire diverse risposte possibilmente coordinate da un responsabile del Comune stesso. La comunità trova così un punto di riferimento per la conoscenza dei luoghi e degli studi prodotti sui luoghi stessi. Non solo, lo scambio di informazioni e la possibilità di interazione assicura il costante aggiornamento delle notizie su nuove iniziative e nuove pubblicazioni. Lo spazio virtuale diventa luogo d’incontro non solo per gli abitanti del territorio ma anche per chi ha abbandonato Colloredo negli anni dell’emigrazione. Da qualsiasi parte del mondo con una semplice connessione alla rete internet diventa possibile chiacchierare e confrontarsi con la gente del proprio paese. Si realizza in questo modo “una rete mondiale di comunicazioni progettata dai cittadini che potremmo chiamare agorà elettronica”(6). Questo nuovo spazio virtuale non possiede le caratteristiche “standard” dello spazio reale, eppure a suo modo è altrettanto reale. Uno spazio in cui è possibile muoversi, comunicare, interagire con altri, senza lasciare la propria stanza(7).
L’ultima zona del portale è dedicata ai link. La pagina raccoglierà i collegamenti a tutti i siti che si occupano di argomenti attinenti alla cultura e alla società del comune di Colloredo.
Il supporto informatico che trova realizzazione nel portale internet consente un’accelerazione dei tempi ed una possibilità di accumulo e di sovrapposizione delle informazioni che può considerarsi tendenzialmente illimitato. La possibilità di creare mappe, integrare informazioni, visualizzare scenari, può produrre idee potenti ed elaborare soluzioni efficaci che senza l’aiuto delle moderne tecnologie difficilmente potrebbero essere scoperte.
(1) C. Raffestin, Dalla nostalgia del territorio al desiderio di paesaggio, Alinea, Firenze, 2005.
(2)
F. Farinelli, I segni del mondo. Immagine cartografica e discorso geografico in età moderna, La nuova Italia, Firenze, 1992, p. 33.
(3)
Un layer, ovvero uno strato informativo geografico, è l’insieme degli elementi omogenei
che compongono una mappa (ad esempio le strade, i corsi d’acqua, le foreste, etc.).
(4) F. Metitieri, R.Ridi, Biblioteche in rete, Laterza, Bari, 2003.
(5)
I portali di cartografia a cui si fa qui riferimento sono: www.viamichelin.it
e www.tuttocitta.it
(6)
H. Rheingold, Comunità virtuali, Sperling e Kupfer, Milano, 1994, p. 319
(7)
R.Maragliano, S.Penge, O.Martini (a cura di), I media e la formazione, Carocci, Roma, 1999.